Attualità

Temi come quello della sostenibilità e in particolare della lotta allo spreco alimentare sono sempre più importanti. Quello che spesso, però, si dimentica è che investire su strategie e pratiche sostenibili genera un ritorno non solo socio-ambientale ma anche economico. Come? La ricerca portata avanti dall’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano in collaborazione con l’Associazione AIFBM sulle pratiche di sostenibilità sociale e ambientale adottate e adattate al comparto f&b del settore Horeca in Italia mira a rispondere a questa domanda.

Sondaggio per l’Horeca

«Siamo partiti lo scorso novembre e ora abbiamo bisogno del contributo di tutti gli operatori di settore che vogliano guardare con interesse ed entusiasmo allo sviluppo di best practice e di strategie efficaci in chiave di sostenibilità alimentare – spiega Giulia Bartezzaghi, ricercatrice dell’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano. – Cerchiamo di far comprendere quanto sia importante lavorare su questi temi sia dal punto di vista etico e ambientale, sia dal punto di vista del profitto. Le due cose, infatti, vanno di pari passo. Abbiamo bisogno che attori cruciali come le aziende e gli f&b del settore ristorativo e dell’hotellerie rispondano alla nostra iniziativa, compilando il sondaggio. Più alto sarà il numero di dati, più prezioso sarà il valore del risultato finale».

Utilità concreta

Vero e proprio ponte tra ricercatori e operatori di settore, il progetto mira a capire cosa realmente si stia facendo in Italia, nel settore Horeca, in materia di sostenibilità ambientale e sociale. «Attraverso un sondaggio rigorosamente anonimo, vogliamo fotografare il grado di sensibilizzazione nel settore, tracciarne un quadro di sintesi e offrire linee guida concrete, efficaci e ottimizzate per imprese e operatori di settore. I primi risultati della ricerca potrebbero essere disponibili già a novembre durante l’Hospitality Meeting AIFBM 2018, con un primo momento di restituzione e analisi dei dati, elaborati in forma aggregata, e di presentazione delle best practice. L’intento è quello di innescare una reazione a catena, facendo nascere proficue collaborazioni tra operatori della filiera sulla base proprio dei risultati ottenuti».