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Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti.

Lieve flessione per il mercato turistico relativo all’estate 2018. A dirlo sono i numeri dell’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per conto di Confesercenti-Assoturismo su un campione di 2.406 imprese ricettive. Numeri che restituiscono l’immagine di un’estate tiepida in termini di presenze. 210,3 milioni di turisti, fra italiani e stranieri, nel trimestre giugno-agosto. 340mila in meno rispetto al 2017. Una flessione, se pur timida, dello 0,2% rispetto al trimestre estivo dello scorso anno. Il peggio è stato evitato grazie, soprattutto, ai turisti stranieri, in aumento, e al comparto alberghiero, che prosegue il trend positivo del 2017.

Stranieri in crescita

A far registrare numeri davvero interessanti, gli stranieri, cresciuti di 652mila unità, per un totale di 99,4 milioni nel trimestre. Un +0,7% a cui fanno da contraltare i pernottamenti italiani: 992mila in meno rispetto al 2017, per un totale di 110,9 milioni (-0,9%). La domanda internazionale continua a guardare all’Italia come a una meta di grande interesse. Secondo un’indagine condotta da SWG Confesercenti in Gran Bretagna, Spagna, Francia, Polonia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, 8 europei su 10 indicano l’Italia come una delle mete preferite. Al primo posto c’è la Svezia con il 91% delle preferenze, seguita da Spagna (il 90%) e Germania (90%). Nei mesi estivi, il trend effettivo registrato dagli operatori ha visto in forte crescita svizzeri, olandesi, belgi, francesi, scandinavi e i turisti dei paesi dell’Est Europa. In diminuzione invece giapponesi e indiani.

 

 

Alberghi e città d’arte

Veri protagonisti restano gli alberghi. Sono loro a far segnare il segno “più” (+0,1%), in particolare, come già evidenziato, grazie alle presenze internazionali che valgono un +0,9% a differenza del comparto extralberghiero che chiude con un -0,5%. Bene soprattutto l’area geografica del Nord Ovest, con l’incremento più significativo (+1%), dove stabile è anche la domanda italiana. Seguono Sud e Isole (+0,4%). Meno bene, invece, il Nord Est, che chiude con un -1%.

A essere scelti, per lo più, alberghi in località di interesse storico-artistico e in collina: le città d’arte hanno chiuso con un +1,2%, un ulteriore rafforzamento degli stranieri (+1,5%) e un leggero incremento, in questo caso, anche degli italiani. Le località collinari con un +1,3%, grazie, invece, soprattutto alle presenze internazionali. Al contrario, soffrono le località balneari, dove i primi segnali di difficoltà sono stati registrati già alla fine del mese di giugno e sono proseguiti fino alla fine del mese di luglio. L’offerta balneare nel complesso ha fatto segnare un -1,1%, con il -2% di italiani e una stabilità del mercato straniero (+0,2%). Male anche le destinazioni termali che si attestano su un -1,7%, con un calo significativo sia degli italiani (-1,9%) sia degli stranieri (-1,4%).

Prospettive

«È cambiata la geografia dei flussi turistici nel bacino del Mediterraneo, dove sono tornate alla ribalta alcune destinazioni economicamente vantaggiose e si è ulteriormente rafforzato il posizionamento di Croazia e Grecia – ha spiegato il Presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina. – Dopo qualche anno di progressiva crescita il settore sperava che la propensione a viaggiare degli italiani si irrobustisse ulteriormente. Però, grazie agli stranieri non è andata male; l’offerta turistica italiana è riuscita a rafforzare il suo posizionamento sui mercati europei ed extraeuropei. Ma non è andata nemmeno troppo bene perché alcune aree hanno registrato un calo della domanda e per molte imprese non vi è stato il riconoscimento sperato ai loro investimenti in innovazione, che comunque continuano a portare avanti. Il Governo deve sostenere il settore con maggiore convinzione – ha concluso Messina – innanzitutto aumentando la dotazione dei bonus riqualificazione per le strutture ricettive alberghiere: va concesso a chiunque ne faccia domanda, come per l’edilizia residenziale. Ma serve un impegno in più anche sulla destagionalizzazione e sull’illegalità».