AttualitàF&B Manager

ll Gruppo Carnival, la più grande compagnia di viaggio al mondo, copre metà del valore del mercato crocieristico globale. Un mercato che muove ogni anno 27 milioni di passeggeri, in crescita, secondo le stime per i prossimi 10 anni, del 48%. Dieci i brand che fanno capo a Carnival Corporation. Tra questi Costa Crociere, la compagnia n.1 in Europa e punto di riferimento per il mercato crocieristico che fa capo a Carnival nel Vecchio Continente.

 

Due italiani alla guida

Se per anni approcciare la realtà crocieristica è stato complicato, a causa di difficoltà logistiche, oggi la realtà sta cambiando.

«Da questo punto di vista, Carnival ha lavorato molto al proprio modello – spiegano insieme Luca Cerati, F&B Hotel Procurement Director di Costa Group, e Paolo Raia, vicepresidente di Carnival e responsabile globale delle strategie di acquisto food&beverage del gruppo. – Abbiamo magazzini di consolidamento in Europa e un sistema logistico capace di garantire la fornitura a ogni nave della flotta ovunque si trovi migliorando un vincolo che fino a poco tempo fa poteva costituire un limite». Luca Cerati, una lunga esperienza maturata in diversi contesti nel mondo f&b, sia in distribuzione sia in industria, prima presso la direzione acquisti di Metro, poi come business unit manager in Bonduelle e infine all’interno del gruppo Heineken, entra in Costa a inizio 2018. Oggi è il punto di riferimento per gli acquisti non solo di Costa Crociere ma per tutto il comparto food&beverage europeo relativo a Carnival.

Che alla guida di uno dei settori acquisti più strategici, come è quello relativo al f&b, ci siano due italiani, è dato emblematico dell’importanza giocata oggi dall’italianità e dal made in Italy, per i quali si aprono prospettive davvero interessanti.

 

Gestione Acquisti Carnival

Spesa F&B Per Categorie

Volumi e modello d’acquisto

«Il mondo marittimo vive di peculiarità uniche ma oggi è sempre più vicino, come modello di business, al canale out of home» spiega Cerati, che proprio alle aziende di questo settore guarda con grande interesse. La presenza, per la prima volta in assoluto, di un player crocieristico – quali sono Carnival e Costa Crociere – alla passata edizione di Cibus ne è la riprova più evidente. I volumi di cui stiamo parlando sono davvero interessanti e vengono gestiti, in Carnival, attraverso una piattaforma di acquisto globale. Se alcune categorie merceologiche vengono gestite a livello mondiale, con accordi per forniture global, l’84% degli acquisti è gestito a livello regionale, con piattaforme d’acquisto specifiche. «La struttura di procurement di Costa Group – spiega Cerati – è costituita da un team di category in Italia e uno in Germania che lavorano in maniera congiunta, sotto un’unica direzione, per acquisti di prodotti e categorie comuni ma che sono in grado di dedicare tutta l’attenzione alle esigenze specifiche locali. Lavoriamo con accordi quadro, dove è possibile, per l’intero gruppo Carnival dove la guida a livello europeo è sotto la gestione di Costa, con l’obiettivo di armonizzare gli acquisti nelle categorie di prodotti trasversali e di uso indifferenziato mentre operiamo con accordi locali per i prodotti tipici della cultura alimentare mediterranea». E qui si aprono opportunità enormi per l’f&b italiano, al netto della problematica frammentazione della filiera agroalimentare del Belpaese.

«I prodotti che rappresentano la nostra cultura e tradizione culinaria sono tra i più richiesti» continua Cerati, con riferimento a menu e offerte di tutte le crociere Carnival. Volumi destinati a crescere grazie a un importante piano di sviluppo.

Volumi di Consumo Carnival

Armonizzare e innovare

«Abbiamo cercato di standardizzare il modello e la strategia di acquisto – spiega Paolo Raia, raccontando un processo di armonizzazione a cui Carnival ha sottoposto il suo processo d’acquisto. – In Europa troviamo un’unica voce che interfaccia il mercato (Luca Cerati, ndr). Esiste un team di corporate chef, per ogni singolo brand del gruppo, che disegnano il loro prodotto specifico per i buyer di riferimento in ogni area. L’interfaccia che si rivolge all’esterno, però, è unica».

Tema molto caro a Cerati e Raia è l’innovazione. Una vera e propria chiamata alle armi rivolta a tutti i fornitori. «La nostra è un’industry che ha avuto fornitori specifici e dedicati al settore crocieristico – spiega Cerati. – I fornitori devono aiutarci a far crescere l’innovazione nella gestione dei processi. Un’innovazione che è prima di tutto cambiamento culturale. Gli investimenti nello sviluppo dei fornitori ci permette di presentare quelle stesse innovazioni ai nostri corporate chef, sensibili alle nuove opportunità offerte dal mercato per disegnare al meglio l’offerta di ogni brand. In quest’ottica la contaminazione con l’out of home è cruciale. Ora è tempo di aprire le porte a tutti i player del settore dei consumi fuori casa».

 

 

Fornitori e partnership

«Nel corso di questi anni abbiamo avviato importanti progetti di sviluppo con aziende leader italiane in ogni categoria e stiamo intensificando le opportunità di comarketing finalizzato a progetti congiunti di comunicazione soprattutto nella categoria beverage – spiega Luca Cerati. – Per il mondo food stiamo lavorando con aziende che possano rappresentare un valore aggiunto nei processi di lavorazione al fine di ottimizzare le fasi, ridurre lo spreco e garantire un costante livello qualitativo. Siamo continuamente alla ricerca e valutazioni di fornitori che possano sostenere il nostro modello di business e fornire un reale valore aggiunto».

Cerati evidenzia alcuni temi determinati nella scelta di un fornitore: costanza qualitativa, garanzia sulle quantità richieste e livello di servizio approvvigionamento. «In un partner, come punto fondamentale, ricerchiamo l’opportunità di identificare soluzioni di business innovative in una reale visione di reciproco sviluppo. Il livello di servizio rappresenta un tassello fondamentale nelle valutazioni, infatti prendiamo in considerazione differenti scenari, abbiamo una struttura logistica che permette un’integrazione tra fornitore/procurement/nave al fine di identificare il risultato migliore. Utilizziamo tool interni di nostro sviluppo dove i fornitori vengono selezionati, qualificati e a seguito di audit possono accedere all’invio delle offerte. Per la valutazione economica-qualitativa abbiamo un dashborad interno che ci permette di valutare le differenti combinazioni sia commerciali che logistiche. Quest’ultimo rappresenta un parametro fondamentale vista la necessità di rifornire la flotta non solo da un unico centro logistico».

 

Accorciare la filiera

Le opportunità dell’f&b italiano hanno un ulteriore orizzonte di crescita, legato a una filiera a oggi oltremodo frammentata. «I prodotti italiani sono presenti sulle navi all’estero (es. Stati Uniti) attraverso una filiera infinita (broker, distributori americani, importatori americani) – chiarisce Paolo Raia. – Dobbiamo accorciare tale filiera e lavorare direttamente con i produttori italiani. Un passaggio che necessita di un’approfondita conoscenza di mercato sul territorio, oggi possibile grazie a Luca Cerati, in grado di ridurre così la supply chain, trattando direttamente con la ditta italiana o l’importatore».