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A colloquio con Antonello Buono, direttore del nuovissimo beach resort cinque stelle di Jesolo, in puro stile Miami.

Antonello Buono è da due mesi a capo del nuovo Hotel & Spa Jesolo, il beach resort veneto cinque stelle Miami style del gruppo Falkensteiner. Ha lasciato da poco la Milano di Expo e ha, quindi, una visione globale della nostra hotellerie nonostante minimizzi la sua importante esperienza. Ho molto apprezzato il suo punto di vista direi realistico, la capacità di vedere il trend positivo e i passi in avanti del settore senza però nascondersi (e nascondermi) le fragilità del sistema. «La mia fotografia della situazione è chiara: stiamo lentamente progredendo, è in atto una riqualificazione che arriva, va detto, dopo un paio di decenni bui. Eravamo il punto di riferimento mondiale per l’alberghiero e l’ospitalità, poi ci siamo adagiati sul vantaggio oggettivo di cui godevamo rispetto ai nostri competitors e così abbiamo perso terreno». Ancora la mancanza di un’adeguata professionalità, nota dolente che ho sempre riscontrato nelle mie chiacchierate con i GM dei grandi hotel… secondo Buono dovuta però ad una sorta di stop, quasi un “rilassamento” mentre ci godevamo l’apprezzamento e la predilezione del mondo. «Adesso grandi gruppi internazionali si stanno avvicinando al nostro Paese, hanno incominciato a investire in modo significativo lanciando un segnale importante: credono in noi, nelle nostre potenzialità. E questo è un messaggio che spero colgano anche gli imprenditori locali, perché decidano di fare altrettanto seguendo l’onda che arriva dall’estero».

Il ruolo del settore alberghiero
Un altro tema che accende i Direttori riguarda il peso e il ruolo dell’alberghiero italiano rispetto alle altre realtà, soprattutto Londra e Parigi o, allargando l’orizzonte, New York… Antonello Buono anche su questo ha una visione non critica ma neppure idilliaca… «Certo sull’hotellerie d’eccellenza siamo messi bene, con Francia e Svizzera, in rapporto all’Europa. Se però guardiamo a est, all’Asia per esempio, ecco vediamo vacillare la nostra supremazia: a loro mancheranno tradizione ed esperienza, saranno meno professionali… ma sopperiscono a queste lacune con un’incredibile disponibilità di investimenti e una manodopera a costi molto più bassi che consente alle strutture di compensare con il numero di addetti la minore preparazione degli stessi».E nel confronto con le big cities? Milano, per esempio, dopo Expo, ha migliorato la sua immagine e ha dato un segnale di riscossa importante, o no? «Sì, certo, ma aldilà di alcune eccezioni, anche il capoluogo lombardo sconta un parco-hotels piuttosto datato e, soprattutto un gap di appeal rispetto a NY o Londra… È la città della moda, del design ma manca il turismo leisure o quello culturale… e anche per la parte finanziaria, la nostra city non è neppure paragonabile a quella londinese. Roma – intesa come destinazione – è meglio collocata su un piano generale».

Turismo internazionale
Già, il piano generale, il mondo e i molti stranieri che scelgono il nostro Paese come meta di vacanze, di viaggio… località balneari come Jesolo, per esempio. In quale modo ci si adegua alle esigenze di un turismo internazionale sempre più pretenzioso? «Non siamo noi a doverci adattare alle esigenze degli stranieri… secondo me – sostiene saggiamente Antonello – è proprio restando fedeli alla nostra cultura, alla nostra tradizione che accontentiamo i clienti che arrivano qui. Ci scelgono perché vogliono l’italianità, vogliono la nostra accoglienza, il nostro calore, i nostri cibi, le nostre suppellettili, i nostri mobili, il nostro design… non è giusto né bello che trovino a Jesolo quello che troverebbero da loro, non ha senso». E in questo sicuramente il comparto F&B la fa da padrone… «Certamente, il cibo è uno dei motivi per cui gli stranieri ci amano… e da quando anche l’attenzione mediatica ha posto sotto la lente d’ingrandimento la cucina, sia per i nostri connazionali sia per gli ospiti internazionali dobbiamo dare il massimo.

Il Food&Beverage non come voce di utile ma come servizio, quindi con una grande qualità, attenzione alle materie prime, servizio impeccabile… la ristorazione come elemento irrinunciabile di una buona ospitalità!». Non stellato il beach restaurant dello Jesolo Hotel & Spa perché una cucina d’eccellenza può esserci laddove il cliente abbia la possibilità di scegliere «noi abbiamo un’unica offerta ed è raffinata ma accessibile, legata al territorio, molto veneta, appunto…l’italianità che vince». E per chiudere… la pecca, cosa non va, dove potreste migliorare come addetti ai lavori? «Sul servizio… soprattutto in sala! Spingiamo i grandi brand poi serviamo prima l’uomo della donna!»… d’accordissimo!