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A colloquio con Roberto Cappelletto, general manager e “anima” dell’elegante 5 stelle lusso Villa Cortine Palace di Sirmione.

Una lunga carriera alle spalle, una storia d’amore che affonda le radici nei racconti del nonno, anche lui “uomo d’Hotel”… Roberto Cappelletto è da più di 35 anni l’anima del Villa Cortine Palace Hotel di Sirmione e ne parla ancora con l’entusiasmo e la passione degli innamorati. Una bella chiacchierata la nostra perché il General Manager ha una visione davvero lucida della situazione nella quale versa il comparto alberghiero nazionale: «Al di là delle compagnie che hanno loro codifiche e visioni ampie del fare hôtellerie, la maggior parte del nostro sistema è costituita da piccole realtà familiari che soffrono per un difficile cambio generazionale, realtà nelle quali troppo spesso gli imprenditori non si aggiornano, non crescono e conseguentemente non fanno crescere i loro collaboratori, creando grandi danni alle strutture che non riescono più a soddisfare le esigenze di una clientela e di un mercato in perenne evoluzione». La perdita di competitività è, per Cappelletto, il grande male che indebolisce il mondo dell’alberghiero in Italia… perché siamo stati sempre molto fortunati: «Troppo! – continua –. Siamo il più grande porto sul Mediterraneo, abbiamo un patrimonio artistico e culturale che chiunque ci invidia, la nostra storia… Qui gli stranieri vengono comunque, a prescindere dal livello di ospitalità che trovano e questo, ahimé, ha fatto sì che molti imprenditori si siano seduti sugli allori con il risultato di perdere continuamente in termini di professionalità».

“Fotografia” del Direttore
La fotografia del Direttore è chiara: tante piccole strutture che non hanno proprio la dimensione che spinga il proprietario/manager a guardare oltre il suo naso… non c’è una prima linea di gestori in grado di avere anche in co-partnership con la famiglia titolare una visione internazionale. La logica dell’abbattimento dei prezzi, l’affidarsi ai più grandi siti di prenotazione on-line senza una strategia di marketing, senza una direzione ma solo in un’ottica di concorrenza piccola, con le strutture competitors che tendono al basso è letale e porta all’essere fagocitati dal sistema.
«Stiamo diventando vecchi, ci manca la nuova linfa, ci manca la generazione giovane che creda in questo lavoro meraviglioso… Troppo spesso chi opta per un impiego in albergo è chi non ha altre chances, giovani con una scarsa professionalità che credono questo sia un lavoro per tutti, senza requisiti particolari richiesti. Viene considerato a torto un lavoro secondario, di ripiego… Abbiamo personale che non parla le lingue straniere, che non ha passione, amore per una realtà che, invece, vive di emozioni… quelle conquistano il cliente!».

L’importanza del turismo
Cappelletto analizza anche la situazione del nostro Paese nel quale il turismo dovrebbe essere centrale, il cuore, il motore della nostra economia e invece non viene tutelato, supportato… Per il General Manager è fondamentale che i nostri ragazzi vadano all’estero, si formino, facciano esperienza, imparino le lingue e le novità ma poi, al loro rientro, fondamentale diventa che possano sconvolgere il sistema portando da noi quello che da fuori hanno visto, capito, provato. Se no non c’è possibilità di un reale rilancio, di un allineamento con le esigenze di una clientela che, primariamente, chiede maggiore tecnologia «per una tranquillità spesso più psicologica che concreta – mi spiega. – Vogliono sapere di poter essere sempre connessi, per esempio, anche se magari poi non si connettono! Sta a noi dare loro la possibilità di fare altro… perché sempre più conta la destinazione, non la struttura. L’albergo è la base, il punto di partenza per esplorare il territorio a 360 gradi, bisogna muovere tutti gli attori per offrire esperienze indimenticabili questo conta!».

Una buona tavola
E certo contribuisce all’obiettivo il fatto di godere di una buona tavola… anche al Villa Cortine Palace il comparto F&B rappresenta un pilastro dell’ospitalità, con una serie infinita di declinazioni per andare incontro ai desideri anche non espressi degli ospiti.
«La ristorazione non come fonte di ricavo ma come promozione della struttura… da noi servizio in spiaggia, in terrazza, in giardino, nel ristorante… Ogni anno cerchiamo soluzioni nuove e accattivanti con offerte codificate e speciali, senza dimenticarci dei più giovani e di chi ci viene a trovare anche da strutture vicine! Musica dal vivo, proposte esclusivamente del territorio per la ristorazione sul pontile, cucine semoventi per cene romantiche assolutamente studiate ad hoc per il cliente che voglia un certo menu in uno dei nostri Belvedere… e poi la banchettistica, certo!».

La ristorazione come fiore all’occhiello come spazio nel quale mettere in gioco tutte le capacità individuali di chi, lavorando con passione, crea emozioni e regala momenti unici … «Serve cuore pulsante e anima grande»… e se lo dice un professionista dopo tutti questi anni di attività c’è da crederci!